venerdì 11 ottobre 2019

PEDAGOGIA: L'educazione nell'Europa cattolica tra 600 e 700

3. LA RATIO STUDIORUM

  • UN MODELLO DI RIFERIMENTO
Risultati immagini per ratio studiorumI  gesuiti si interrogarono su quale fosse il programma scolasticpo migliore. Per stabilirlo, discussero a lungo, per questo avviarono una serie di sperimentazioni. Le varie proposte vennero esaminate una a una a Roma da un'apposita commissione.
Solamente dopo cinquant'anni, i gesuiti giunsero a codificare il loro modello definitivo di studi.
La Ratio studiorum costituì il modello indiscusso cui fecero riferimento anche gli altri ordini religiosi. Essa era un ampio documento che definiva le regole che dovevano seguire i superiori, i professori e gli alunni, nonchè gli orari, i programmi, la didattica, le norme di comportamento.
Ogni collegio veniva diretto da un rettore, che rispondeva del suo operato al padre provinciale.
I gesuiti avevano la diretta obbedienza al papa, ovvero consentiva loro di non dipendere dai vescovi. Per questo essi non avevano applicato la suddivisione dei territori in diocesi.

PEDAGOGIA: L’educazione nell’Europa cattolica tra 600 e 700

1. RIFORMA PROTESTANTE e RIFORMA CATTOLICA
  • UNA SOCIETÀ PROFONDAMENTE RELIGIOSA
Si è pensato, per molto tempo, che tra Umanesimo e Rinascimento si fosse affermata una cultura già laica. La realtà però è molto più sfumata.
Nella prima metà del Cinquecento l’Europa fu percorsa da numerosi fermenti che miravano a moralizzare la cristianità. Il movimento di riforma intorno alla Chiesa, la Riforma cattolica, iniziò prima dello scisma di Lutero.

2. I GESUITI: LA NASCITA DELL’ORDINE
  • NUOVI ORDINI RELIGIOSI
Durante il periodo della Riforma cattolica, si diffusero nuovi ordini religiosi, orientati principalmente all’ educazione; ad esempio quello dei barnabiti, quello dei somaschi, la Compagnia delle dimesse di Sant’Orsola, la Compagnia di Gesù, e molte altre.
  • UNA CONGREGAZIONE VOTATA ALL’INSEGNAMENTO 
La Compagnia di Gesù, era una comunità quasi simbolo della Chiesa postridentina.
Lo scopo era quello di un’opera di “cattolicizzazione” del mondo, ciò prevedeva nella riconquista di Roma delle aree passate al protestantesimo; prevedeva anche nella conversione dei popoli non cristiani.

martedì 8 ottobre 2019

SOCIOLOGIA: Il processo di istituzionalizzazione

4. L'IRRIGIDIMENTO DELLE RELAZIONI SOCIALI

  • LA RIPETIZIONE
All'origine dell'istituzionalizzazione vi è una caratteristica particolare di tutto l'agire umano per cui esso è consuetudinario. Siamo esseri abitudinari, molto di più di quello che crediamo, infatti tendiamo a ripetere la stessa azione in diversi modi.
In questo modo molte azioni diventano possibili con un basso livello di attenzione, facendo in modo di risparmiare energie psicofisiche.
La ripetizione è una sorta di surrogato del corredo di istinti che l'uomo, a differenza degli altri animali, non possiede. Essa è parte di quella "seconda natura" che l'essere umano deve costruire intorno a se per sopravvivere.
  • LA TIPIZZAZIONE
L'uomo normalmente compie azioni consuetudinarie non sufficienti. E' necessario che le azioni abitudinarie avvengano nel contesto di una relazione sociale, e che nella relazione sociale esse siano riconosciute come tali, cioè come azioni abitudinarie.
La tipizzazione è la cristallizzazione di un certo comportamento per tanti individui: l'azione si svincola dalle scelte di una singola persona, quindi finisce per standardizzarsi per un'intera collettività.