mercoledì 25 marzo 2020

ANTROPOLOGIA: Pensare, comunicare, classificare

5. SCRITTURA, ORALITÀ E MEMORIA

La diffusione della scrittura ha inciso fortemente sul modo di pensare degli esseri umani. Prima della scrittura le tecniche di conservazione della memoria erano ben diverse. Dove non c’è scrittura possono esistere tecniche mnemoniche esterne alla parola, come ad esempio sassolini, bastoncini e cordicelle; essi non sono utili per ricordar sequenze argomentati e molto lunghe. Laddove la scrittura è assente, l’unico modo per ricordare lunghe sequenze argomentative è pensare per “moduli mnemonici”. Questo modo di trasmettere la memoria e le conoscenze si riflette sul tipo di memoria e di conoscenza stessa che viene trasmessa. Dove non ci sono testi scritti ci si può solo affidare alla parola.
Risultato immagini per scrittura, memoria oralitàUn effetto di questo modo di trasmettere la memoria è he esso tende a produrre effetti omeostatici: cioè tende a eliminare tutto ciò che ha interesse per il presente. Il termine “omeostatico” indica un processo attraverso cui un sistema tende a mantenersi in equilibrio attraverso dei meccanismi di autoregolazione. Il termine è stato coniato per indicare processi biologici, ma oggi viene utilizzato per fenomeni studiati anche da altre discipline come la linguistica, la sociologia, l’antropologia.
La scrittura consente di sviluppare un pensiero più ampio di quello legato all'oralità, perché permette di entrare più rapidamente in contatto con molteplici punti di vista, d confrontarli in maniera sistematica e di elaborare nuove proposizioni a partire da quelle esistenti. Essa ci rende capaci di elaborare un linguaggio meno compreso entro i limiti del nostro piccolo mondo linguistico, il quale è adattato a cogliere le sfumature della vita quotidiana.

6. I MEDIA E LA NUOVA COMUNICAZIONE GLOBALE

Risultato immagini per comunicazione globaleDagli anni Settanta de secolo scorso in poi si è assistito una grande diffusione dei media su scala planetaria. La televisione è rapidamente giunta un po' ovunque, persino in quei luoghi della Terra in cui non arriva l’elettrica. La televisione è un mezzo facilmente accessibile e di amplissima portata. Per questo motivo essa è un mezzo culturalmente influente. La televisione è la ‘regina’ dei media, nell'epoca attuale. 
I media, e la televisione su tutti, sono fattori attivi nel processo di produzione e di cambiamento culturale. La riflessione di Marshall McLuhan ruota intorno all'ipotesi secondo cui i media prevedono i comportamenti indipendente dai contenuti dell’informazione. Secondo lui: “il mezzo è il Messaggio”. 
Risultato immagini per comunicazione del nuovo mondo globaleIn Italia, negli anni Cinquanta-Sessanta, la TV fu un mezzo di ampia diffusione delle informazioni di programmi educativi, anche per persone analfabetiche. Con il tempo non ha solo standardizzato il linguaggio, non solo lo ha semplificato, ma anche gesti e modi di appratire sono ormai molto spesso suggeriti dalla televisione. Tutto ciò ha molto influenza sul modo di comunicare degli esseri umani.



lunedì 23 marzo 2020

SOCIOLOGIA: La stratificazione sociale

VERIFICA DI FINE CAPITOLO

1) FISSA I CONCETTI

  1. Si parla di "mobilità intergenerazionale" quando si segnala un mutamento di posizione sociale: nel corso della vita di un individuo
  2. Quale fattore non contribuisce alla determinazione dello status sociale? l'Età
  3. Quale elemento per Marx distingue la classe borghese dal proletariato? Il possesso dei mezzi di produzione
  4. Il concetto di ceto si differenzia da quello di classe perché: si riferisce allo stile di vita delle persone
  5. La subcultura è: una variante della cultura dominante che si distingue da essa per aspetti significativi
2) APPRENDI IL LESSICO
  • STRATIFICAZIONE SOCIALE è la società che è composta da strati
  • MOBILITA' SOCIALE è il movimento della società
  • STATUS SYMBOL i simboli della posizione sociale
3) STABILISCI I COLLEGAMENTI

 

SOCIOLOGIA: La stratificazione sociale

3. LE CLASSI SOCIALI

Risultato immagini per stratificazione e statusLa principale categoria utile per descrivere la stratificazione nella società industriale è quella di classe sociale.. Essa fu portata all'attenzione dei sociologi da Karl Marx, il quale sosteneva che le disuguaglianze sociali possono essere ricondotte a un'unica causa originaria: il tipo di rapporto che ciascun gruppo sociale intrattiene con i mezzi di produzione della ricchezza. Secondo Marx la stratificazione sociale si modella dunque su differenza di tipo economico tra le persone e tra i gruppi sociali, mentre tutte le disuguaglianze di altro tipo possono essere spiegate sulla base di tali differenze. 
Per Marx la stratificazione della società industriale si articola di conseguenza in due soli strati, che egli chiama appunto classi sociali:

  • BORGHESIA è la classe di tutti coloro che detengono la proprietà dei mezzi di produzione, ed è dunque la classe dominante
  • PROLETARIATO è la classe di tutti coloro che possiedono solo la propria forza-lavoro, ed è quindi la classe subalterna
4. I CETI

Le differenze tra persone e gruppi non possono essere ricondotte alle sole differenze professionali e di reddito. A queste si incrociano differenze culturali che sono altrettanto importanti.
Risultato immagini per culturaAlla stratificazione per professioni e per reddito si sovrappone dunque una stratificazione per atteggiamenti e consumi culturali che non necessariamente coincide con la prima.
Per definire meglio questa complessità si può utilizzare il concetto di ceto, che a differenza di quello di classe fa riferimento non alla professione e al reddito delle persone, ma allo stile di vita che esse conducono e al tipo di riconoscimento sociale cui ambiscono.

5. LA CULTURA

Appartenere a un certo strato sociale porta a sviluppare un certo tipo di cultura, e condividere quel tipo di cultura è una delle condizioni che indicano l'appartenenza a quello strato sociale.
Ogni società condivide al proprio interno una certa cultura, costituita di significati che tutti o gran parte dei suoi membri attribuiscono più o meno a fatti, oggetti e comportamenti, una cultura caratteristica e distintiva di quella società rispetto a tutte le altre.
L'esistenza in ogni società di una cultura dominante non significa che tutti i membri della società condividono esattamente la stessa cultura.
L'esistenza di una stratificazione nella società fa sì che spesso ciascuno strato si riconosca in significati e valori che differiscono in parte da quelli degli altri strati. 
La cultura specifica di un singolo strato o gruppo sociale viene detta subcultura, intendendo con questo che si tratta di una "cultura subordinata" a un'altra cultura, ossia di una variante della cultura dominante.
La subcultura giovanile è quella che, per le proprie caratteristiche e la propria "visibilità", richiama oggi maggiormente l'interesse dei sociologi.

SOCIOLOGIA: La stratificazione sociale

1. LA STRATIFICAZIONE E LA MODALITÀ 

La stratificazione sociale è quel carattere della società per cui essa si compone di una pluralità di strati, identificati dal fatto di avere possibilità uguali di accedere ai vari tipi di risorse disponibili. Questi strati sono composti da persone che non si conoscono ma che hanno molto in comune.
La stratificazione sociale sottolinea due aspetti della società:

  • La stratificazione sociale è come una collettività disposta secondo una scala gerarchica: ci sono condizioni migliori e condizioni peggiori e la possibilità di accendere alle prime alle seconde è influenzata dalla sua estrazione sociale cioè l'ambito sociale a cui appartiene
  • La gerarchia sociale non è una gerarchia di individui o di gruppi relativamente omogenei al loro interno  
Risultato immagini per cast out casta
La società occidentale si caratterizza per un crescente dinamismo della struttura sociale e i gruppi sono sempre più mobili e multiformi. Un tempo i settori privilegiati restavano sempre gli stessi nel corso dei decenni, ora non è più così. E' aumentata la mobilità degli individui attraverso gli strati sociali. Si parla di modalità sociale per indicare il livello di flessibilità della stratificazione di una certa società.
Nella società più antiche così come quelle odierne del terzo mondo, le posizioni all'interno della stratificazione, e quindi anche le disuguaglianze sciali, sono attribuite in gran parte per nascita.
Questo è il tipico caso dell'antico sistema indiano di stratificazione sociale secondo il quale si apparteneva a una certa casta in virtù di quella di appartenenza dei genitori perciò il passaggio da una casta all'altra era impossibile. Nelle società in cui la stratificazione si basa sul principio dell'appartenenza per nascita  si ha un grado molto basso di modalità sociale.


2. LO STATUS DELL'INDIVIDUO

Le posizioni, in sociologia vengono chiamate "status sociale", sono determinate da fattori quali denaro, potere, prestigio e cultura, e inserite in un sistema di stratificazione della società nel suo complesso. Inoltre ciascuno status sono complessi dei comportamenti, degli atteggiamenti, l'uso di certi oggetti che sono tipici di quella posizione sociale e che la contraddistinguono rispetto alle altre.
Questi oggetti e comportamenti sono caratteristici del nostro status da acquisire una funzione simbolica, cioè da divenire di fronte agli altri veri e propri segnali della posizione sociale che occupiamo. I simboli dello status sociale delle persone sono detti status simbolo.
Lo status non è solo quello delle persone privilegiate, ma ciascuno di noi ha il proprio status, alto o basso che sia, perché ciascuno di noi occupa necessariamente una certa posizione all'interno della stratificazione sociale.

SOCIOLOGIA: Il potere e la disuguaglianza

VERIFICA FINE CAPITOLO

1) FISSA I CONCETTI
  1. Secondo Max Weber, la "misura" del potere è: l'obbedienza
  2. Una posizione sociale è gerarchicamente superiore a un'altra quando chi la occupa ha autorità sui sottoposti: in relazione alla sua forza
  3. Le disuguaglianze nella distribuzione del potere: sono una costante dei rapporti umani
  4. Si parla di disuguaglianza sociale quando gli individui di una società: non hanno uguale accesso ai ruoli chiave del potere
  5. Le naturali differenze tra gli individui: possono essere originate da disuguaglianze sociali o da differenze etniche, di genere, di età
2) APPRENDI IL LESSICO
  • AUTORITA' è il potere che viene esercitato
  • RISORSE SOCIALI possono essere denaro, potere, istruzione
  • DISCRIMINAZIONE INFORMALE esiste nella società ed è tollerata

3) STABILISCI I COLLEGAMENTI

FIGURA DI POTERE
SUBORDINATA
TIPO DI POTERE
Rapinatore
Vittima della rapina
Informale
Arbitro
Calciatore
Autorità
Caporeparto
Operaio
Autorità
Calciatore
Tifoso
Informale
Guida turistica
Turista
Autorità
Innamorato
Persona amata
Informale
Padroni di casa
Domestica
Autorità
Primo ministro
Opinione pubblica
Autorità
Rock star
Fan
Informale
Direttore d'orchestra
Musicista
Autorità

4) COSTRUISCI L'ARGOMENTAZIONE
  1. La differenza biologica tra uomo e donna costituisce un fattore fondamentale nella distribuzione di ruoli e prerogative sociali
  2.  I ruoli sociali di uomini e donne non sono tuttavia riconducibili a un ordinamento naturale della società, bensì sono il risultato di specifiche forme culturali sviluppatesi nel corso della storia
  3. Uomini e donne hanno infatti assunto posizioni e funzioni sociali differenti, talvolta opposte o difficilmente associabili alle loro caratteristiche anatomiche
  4. Per scongiurare un indebito slittamento dal piano naturale al piano sociale, si è ritenuto opportuno distinguere le categorie di sesso e genere
  5. Il termine "sesso" si riferisce a una caratteristica fisica, mentre con "genere" si indica un dato sociale

giovedì 19 marzo 2020

ANTROPOLOGIA: Pensare, comunicare, classificare

LABORATORIO DELLE COMPETENZE

La parola come forza creatrice

Risultato immagini per la parola come forza creatrice
Si credeva che ogni antenato totemico, nel suo viaggio per tutto il paese, avesse sparso sulle proprie orme una scia di parole e di note musicali, e che queste Piste del Sogno fossero rimaste sulla terra come "vie" di comunicazione fra tribù più lontane. Un canto faceva contemporaneamente da mappa e da antenna. A patto di conoscerlo, sapevi sempre trovare la strada. [...] L'Australia intera poteva, almeno in teoria, essere letta come uno spartito. Non c'era roccia o ruscello, si può dire, che non fosse stato cantato o che non potesse essere cantato. Forse il modo migliore per capire le Vie dei Canti era di pensare a un piatto di spaghetti ciascuno dei quali è un verso di tante Iliadi e Odissee - un intrico di percorsi dove ogni "episodio" è leggibile in termini geologici. [...] Gli Antenati, che avevano creato il mondo cantandolo, erano stati poeti nel significato originario di poiesis, cioè «creazione». Nessun aborigeno poteva concepire che il mondo creato fosse in qualche modo imperfetto. La vita religiosa di ognuno di essi aveva un unico scopo: conservare la terra com'era e come doveva essere.
(B. Chatwin, Le vie dei canti, Adelphi, Milano 1988, pp.24-27)


martedì 17 marzo 2020

ANTROPOLOGIA: Pensare, comunicare, classificare

3. QUESTIONI DI INTELLIGENZA

Tutti gli esseri umani possiedono analoghe potenzialità intellettuali; però tali potenzialità possono prendere direzioni diverse a seconda del contesto sociale e culturale. Vi sono alcune capacità universalmente distribuite in tutti gli esseri umani non colpiti da patologie o disturbi particolari:
  • ASTRAZIONE capacità di solare un aspetto da un complesso di elementi
  • CATEGORIZZAZIONE capacità di raggruppare gli elementi in gruppi o classi
  • DEDUZIONE capacità di passare dal generale allo specifico
  • INDUZIONE capacità di procedere dallo specifico al generale
Gli esseri umani, come ben sappiamo, non attivano tali processi in un contesto “vuoto”, bensì in un contesto fatto di modelli culturali condivisi, trasmessi, selezionati...
Si dice pertanto che la capacità universali vengono adattate a diverse strategie funzionali, le quali dipendono da fattori sociali, culturali, psicologici, affettivi... Infatti se viene fatto un test a degli individui, essi rispondono a “strategie funzionali” diverse. Tali strategie non solo variano da un contesto culturale all’altro, ma variano anche da soggetto a soggetto all’interno della stessa cultura, a seconda dell’appartenenza a una determinata classe sociale, del livello d’istruzione, quando non di una predisposizione del tutto personale.
La diversa reazione a un test interculturale è anche stata fatta risalire a stili cognitivi differenti. Gli antropologi hanno usato questa espressione per denotare il diverso modo in cui individui provenienti da ambiti culturali diversi si rapportano al mondo sul piano cognitivo.
Si dice che lo stile cognitivo può oscillare, in misura diversa, tra due estremi ideali: a) uno stile cognitivo globale e b) uno stile cognitivo articolato.

4. PAROLA E MONDO

In assenza di scrittura, le parole non hanno un’esistenza duratura. Esse non sono cioè visibili bensì solo degli “eventi”, nel senso che vengono pronunciate in un tempo preciso e con esso svaniscono.
Questo non significa che gli appartenenti a società fortemente orali non abbiano memoria ben salda. Semmai è il contrario, poiché essi costruiscono i loro discorsi e i loro racconti mediante l’uso di clausole e ripetizioni grazie alle quali riescono a ricordare cose che per un individuo alfabetizzato sono spesso impossibili da ricordare senza l’aiuto di una traccia scritta.
Nelle culture fortemente orali la pregnanza delle parole, cioè la loro efficacia, pare essere legata al momento in cui le parole stesse sono pronunciate.