lunedì 23 marzo 2020

SOCIOLOGIA: La stratificazione sociale

3. LE CLASSI SOCIALI

Risultato immagini per stratificazione e statusLa principale categoria utile per descrivere la stratificazione nella società industriale è quella di classe sociale.. Essa fu portata all'attenzione dei sociologi da Karl Marx, il quale sosteneva che le disuguaglianze sociali possono essere ricondotte a un'unica causa originaria: il tipo di rapporto che ciascun gruppo sociale intrattiene con i mezzi di produzione della ricchezza. Secondo Marx la stratificazione sociale si modella dunque su differenza di tipo economico tra le persone e tra i gruppi sociali, mentre tutte le disuguaglianze di altro tipo possono essere spiegate sulla base di tali differenze. 
Per Marx la stratificazione della società industriale si articola di conseguenza in due soli strati, che egli chiama appunto classi sociali:

  • BORGHESIA è la classe di tutti coloro che detengono la proprietà dei mezzi di produzione, ed è dunque la classe dominante
  • PROLETARIATO è la classe di tutti coloro che possiedono solo la propria forza-lavoro, ed è quindi la classe subalterna
4. I CETI

Le differenze tra persone e gruppi non possono essere ricondotte alle sole differenze professionali e di reddito. A queste si incrociano differenze culturali che sono altrettanto importanti.
Risultato immagini per culturaAlla stratificazione per professioni e per reddito si sovrappone dunque una stratificazione per atteggiamenti e consumi culturali che non necessariamente coincide con la prima.
Per definire meglio questa complessità si può utilizzare il concetto di ceto, che a differenza di quello di classe fa riferimento non alla professione e al reddito delle persone, ma allo stile di vita che esse conducono e al tipo di riconoscimento sociale cui ambiscono.

5. LA CULTURA

Appartenere a un certo strato sociale porta a sviluppare un certo tipo di cultura, e condividere quel tipo di cultura è una delle condizioni che indicano l'appartenenza a quello strato sociale.
Ogni società condivide al proprio interno una certa cultura, costituita di significati che tutti o gran parte dei suoi membri attribuiscono più o meno a fatti, oggetti e comportamenti, una cultura caratteristica e distintiva di quella società rispetto a tutte le altre.
L'esistenza in ogni società di una cultura dominante non significa che tutti i membri della società condividono esattamente la stessa cultura.
L'esistenza di una stratificazione nella società fa sì che spesso ciascuno strato si riconosca in significati e valori che differiscono in parte da quelli degli altri strati. 
La cultura specifica di un singolo strato o gruppo sociale viene detta subcultura, intendendo con questo che si tratta di una "cultura subordinata" a un'altra cultura, ossia di una variante della cultura dominante.
La subcultura giovanile è quella che, per le proprie caratteristiche e la propria "visibilità", richiama oggi maggiormente l'interesse dei sociologi.

SOCIOLOGIA: La stratificazione sociale

1. LA STRATIFICAZIONE E LA MODALITÀ 

La stratificazione sociale è quel carattere della società per cui essa si compone di una pluralità di strati, identificati dal fatto di avere possibilità uguali di accedere ai vari tipi di risorse disponibili. Questi strati sono composti da persone che non si conoscono ma che hanno molto in comune.
La stratificazione sociale sottolinea due aspetti della società:

  • La stratificazione sociale è come una collettività disposta secondo una scala gerarchica: ci sono condizioni migliori e condizioni peggiori e la possibilità di accendere alle prime alle seconde è influenzata dalla sua estrazione sociale cioè l'ambito sociale a cui appartiene
  • La gerarchia sociale non è una gerarchia di individui o di gruppi relativamente omogenei al loro interno  
Risultato immagini per cast out casta
La società occidentale si caratterizza per un crescente dinamismo della struttura sociale e i gruppi sono sempre più mobili e multiformi. Un tempo i settori privilegiati restavano sempre gli stessi nel corso dei decenni, ora non è più così. E' aumentata la mobilità degli individui attraverso gli strati sociali. Si parla di modalità sociale per indicare il livello di flessibilità della stratificazione di una certa società.
Nella società più antiche così come quelle odierne del terzo mondo, le posizioni all'interno della stratificazione, e quindi anche le disuguaglianze sciali, sono attribuite in gran parte per nascita.
Questo è il tipico caso dell'antico sistema indiano di stratificazione sociale secondo il quale si apparteneva a una certa casta in virtù di quella di appartenenza dei genitori perciò il passaggio da una casta all'altra era impossibile. Nelle società in cui la stratificazione si basa sul principio dell'appartenenza per nascita  si ha un grado molto basso di modalità sociale.


2. LO STATUS DELL'INDIVIDUO

Le posizioni, in sociologia vengono chiamate "status sociale", sono determinate da fattori quali denaro, potere, prestigio e cultura, e inserite in un sistema di stratificazione della società nel suo complesso. Inoltre ciascuno status sono complessi dei comportamenti, degli atteggiamenti, l'uso di certi oggetti che sono tipici di quella posizione sociale e che la contraddistinguono rispetto alle altre.
Questi oggetti e comportamenti sono caratteristici del nostro status da acquisire una funzione simbolica, cioè da divenire di fronte agli altri veri e propri segnali della posizione sociale che occupiamo. I simboli dello status sociale delle persone sono detti status simbolo.
Lo status non è solo quello delle persone privilegiate, ma ciascuno di noi ha il proprio status, alto o basso che sia, perché ciascuno di noi occupa necessariamente una certa posizione all'interno della stratificazione sociale.

SOCIOLOGIA: Il potere e la disuguaglianza

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1) FISSA I CONCETTI
  1. Secondo Max Weber, la "misura" del potere è: l'obbedienza
  2. Una posizione sociale è gerarchicamente superiore a un'altra quando chi la occupa ha autorità sui sottoposti: in relazione alla sua forza
  3. Le disuguaglianze nella distribuzione del potere: sono una costante dei rapporti umani
  4. Si parla di disuguaglianza sociale quando gli individui di una società: non hanno uguale accesso ai ruoli chiave del potere
  5. Le naturali differenze tra gli individui: possono essere originate da disuguaglianze sociali o da differenze etniche, di genere, di età
2) APPRENDI IL LESSICO
  • AUTORITA' è il potere che viene esercitato
  • RISORSE SOCIALI possono essere denaro, potere, istruzione
  • DISCRIMINAZIONE INFORMALE esiste nella società ed è tollerata

3) STABILISCI I COLLEGAMENTI

FIGURA DI POTERE
SUBORDINATA
TIPO DI POTERE
Rapinatore
Vittima della rapina
Informale
Arbitro
Calciatore
Autorità
Caporeparto
Operaio
Autorità
Calciatore
Tifoso
Informale
Guida turistica
Turista
Autorità
Innamorato
Persona amata
Informale
Padroni di casa
Domestica
Autorità
Primo ministro
Opinione pubblica
Autorità
Rock star
Fan
Informale
Direttore d'orchestra
Musicista
Autorità

4) COSTRUISCI L'ARGOMENTAZIONE
  1. La differenza biologica tra uomo e donna costituisce un fattore fondamentale nella distribuzione di ruoli e prerogative sociali
  2.  I ruoli sociali di uomini e donne non sono tuttavia riconducibili a un ordinamento naturale della società, bensì sono il risultato di specifiche forme culturali sviluppatesi nel corso della storia
  3. Uomini e donne hanno infatti assunto posizioni e funzioni sociali differenti, talvolta opposte o difficilmente associabili alle loro caratteristiche anatomiche
  4. Per scongiurare un indebito slittamento dal piano naturale al piano sociale, si è ritenuto opportuno distinguere le categorie di sesso e genere
  5. Il termine "sesso" si riferisce a una caratteristica fisica, mentre con "genere" si indica un dato sociale

giovedì 19 marzo 2020

ANTROPOLOGIA: Pensare, comunicare, classificare

LABORATORIO DELLE COMPETENZE

La parola come forza creatrice

Risultato immagini per la parola come forza creatrice
Si credeva che ogni antenato totemico, nel suo viaggio per tutto il paese, avesse sparso sulle proprie orme una scia di parole e di note musicali, e che queste Piste del Sogno fossero rimaste sulla terra come "vie" di comunicazione fra tribù più lontane. Un canto faceva contemporaneamente da mappa e da antenna. A patto di conoscerlo, sapevi sempre trovare la strada. [...] L'Australia intera poteva, almeno in teoria, essere letta come uno spartito. Non c'era roccia o ruscello, si può dire, che non fosse stato cantato o che non potesse essere cantato. Forse il modo migliore per capire le Vie dei Canti era di pensare a un piatto di spaghetti ciascuno dei quali è un verso di tante Iliadi e Odissee - un intrico di percorsi dove ogni "episodio" è leggibile in termini geologici. [...] Gli Antenati, che avevano creato il mondo cantandolo, erano stati poeti nel significato originario di poiesis, cioè «creazione». Nessun aborigeno poteva concepire che il mondo creato fosse in qualche modo imperfetto. La vita religiosa di ognuno di essi aveva un unico scopo: conservare la terra com'era e come doveva essere.
(B. Chatwin, Le vie dei canti, Adelphi, Milano 1988, pp.24-27)


martedì 17 marzo 2020

ANTROPOLOGIA: Pensare, comunicare, classificare

3. QUESTIONI DI INTELLIGENZA

Tutti gli esseri umani possiedono analoghe potenzialità intellettuali; però tali potenzialità possono prendere direzioni diverse a seconda del contesto sociale e culturale. Vi sono alcune capacità universalmente distribuite in tutti gli esseri umani non colpiti da patologie o disturbi particolari:
  • ASTRAZIONE capacità di solare un aspetto da un complesso di elementi
  • CATEGORIZZAZIONE capacità di raggruppare gli elementi in gruppi o classi
  • DEDUZIONE capacità di passare dal generale allo specifico
  • INDUZIONE capacità di procedere dallo specifico al generale
Gli esseri umani, come ben sappiamo, non attivano tali processi in un contesto “vuoto”, bensì in un contesto fatto di modelli culturali condivisi, trasmessi, selezionati...
Si dice pertanto che la capacità universali vengono adattate a diverse strategie funzionali, le quali dipendono da fattori sociali, culturali, psicologici, affettivi... Infatti se viene fatto un test a degli individui, essi rispondono a “strategie funzionali” diverse. Tali strategie non solo variano da un contesto culturale all’altro, ma variano anche da soggetto a soggetto all’interno della stessa cultura, a seconda dell’appartenenza a una determinata classe sociale, del livello d’istruzione, quando non di una predisposizione del tutto personale.
La diversa reazione a un test interculturale è anche stata fatta risalire a stili cognitivi differenti. Gli antropologi hanno usato questa espressione per denotare il diverso modo in cui individui provenienti da ambiti culturali diversi si rapportano al mondo sul piano cognitivo.
Si dice che lo stile cognitivo può oscillare, in misura diversa, tra due estremi ideali: a) uno stile cognitivo globale e b) uno stile cognitivo articolato.

4. PAROLA E MONDO

In assenza di scrittura, le parole non hanno un’esistenza duratura. Esse non sono cioè visibili bensì solo degli “eventi”, nel senso che vengono pronunciate in un tempo preciso e con esso svaniscono.
Questo non significa che gli appartenenti a società fortemente orali non abbiano memoria ben salda. Semmai è il contrario, poiché essi costruiscono i loro discorsi e i loro racconti mediante l’uso di clausole e ripetizioni grazie alle quali riescono a ricordare cose che per un individuo alfabetizzato sono spesso impossibili da ricordare senza l’aiuto di una traccia scritta.
Nelle culture fortemente orali la pregnanza delle parole, cioè la loro efficacia, pare essere legata al momento in cui le parole stesse sono pronunciate.

ANTROPOLOGIA: Pensare,comunicare,classificare

1. IL PENSIERO: CONCRETO E ASTRATTO

Il pensiero concreto/astratto è un’ opposizione che distingue due modi di costruire e organizzare le conoscenze sul mondo: il primo modo ha come fondamento l’esperienza mentre il secondo elabora generalizzazioni e concetti al di là delle proprietà fisiche.
Tutti gli esseri umani sono più o meno dotati delle stesse capacità sensoriali e intellettuali e, se vi sono differenze tra loro, queste manifestano all’interno di tutte le culture e non tra le culture.
I primi europei che si accostavano a quelli che una volta erano chiamati «popoli primitivi» erano colpiti dal fatto che molti di loro avessero sistemi di numerazione che non superavano poche unità. In seguito li stupì anche l’assenza, presso molti popoli, di un concetto astratto di spazio e di tempo.

2. COMUNICAZIONE ORALE E COMUNICAZIONE SCRITTA

Non esiste ormai società che ignori l'esistenza della scrittura. Tuttavia, anche dove la scrittura è presente ovunque, la comunicazione ordinaria si svolge per lo più in forma orale. Il nostro modo di esprimerci oralmente è, infatti, guidato da un pensiero che si fonda sull'assimilazione della scrittura.
Risultato immagini per comunicazione orale scrittaFino a non molto fa esistevano ancora le cosiddette società a «oralità primaria». Si trattava di società che, indipendentemente dal loro grado di complessità sul piano politico, economico e amministrativo, non conoscevano alcuna forma di scrittura.
Oggi la società a «oralità primaria» non esistono più. Infatti, anche laddove l'ignoranza dell'alfabeto scritto è ancora diffusa, la scrittura esercita la sua influenza attraverso leggi, regolamenti, disposizioni, calcoli e statistiche prodotti da un centro politico e amministrativo che è espressione di uno Stato «nazionale».
Fino al terzo millennio a.C. l'umanità non conosceva la scrittura, la quale fece la sua comparsa, nell'area mesopotamica e nelle aree limitrofe. La scrittura vera e propria comparve in Mesopotamia, con il popolo dei sumeri, ed è conosciuta come scrittura cuneiforme, perché il segno base, una form a cuneo, era combinato con altri simili per formare le parole.
Siamo abituati a leggere e a scrivere, non ci rendiamo conto di quanto peso abbia la scrittura nel nostro modo di comunicare. La scrittura esercita sulla parola una sorta di condizionamento.

lunedì 16 marzo 2020

PEDAGOGIA: L'educazione nel mondo protestante

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1) FISSA I CONCETTI
  1. La traduzione della Bibbia in tedesco, evento fondamentale per l'unificazione linguistica della nazione, fu realizzata da: Lutero
  2. Nelle aree geografiche in cui si diffuse il luteranesimo, si riscontrò presto nella popolazione: il fenomeno del semi-alfabetismo (capacità di leggere, ma non di scrivere)
  3. Comenio, considerato il fondatore della pedagogia moderna, sosteneva che: i bambini nascono già compromessi dal peccato originale, pertanto non c'è possibilità di migliorare la loro condizione
  4. Le opere più importanti in cui Comenio compendiò la sua concezione pedagogica e il suo modello di scuola sono: la Pampedia (1656) e la Pansonia (1657)
  5. Secondo August Hermann Francke l'educazione era fondata su: una didattica ispirata agli ideali di Comenio, applicata mediante una disciplina rigida e severa
2) APPRENDI IL LESSICO
  • PANSOFIA  indica il desiderio di una scienza universale che organizzasse, in maniera sistemica, le varie discipline e fornisse l'oggetto e lo scopo della didattica.
  • PAMPAEDIA è l'educazione universale di tutta l'umana gente
  • PIETISMO movimento di riforma tutto intero al luteranesimo
3) STABILISCI I COLLEGAMENTI

Comenio ha una concezione ottimista dell'infanzia➝ Le doti naturali del bambino
                                                                                      vanno riconosciute e valorizzate
                                                                                                            ↓
                                                                                 è perciò importante il ruolo del maestro
                                                                                                      che deve:
                                                                                                   
                                                                                                   ⇙

                                            -  riconoscere l'importanza del gioco
                        -  adattare il metodo di insegnamento alle caratteristiche del bambino
           -  partire sempre nella didattica dall'esperienza sensibile, più immediata e naturale
                   -  impiegare strumenti didattici adeguati, come i libri illustrati